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Cum sociis natoque penatibus et magnis
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2 (Due)

In una piccola stanza bianca c’è una donna dalle profonde occhiaie e dai capelli rossi. E’ vestita di bianco e cammina su dei tacchi alti. A metà tra un’infermiera e il vestito della prima comunione. Confinata tra quattro pareti, in uno spazio immaginario, della mente, c’è quello che rimane della vita di una donna, la cui storia d’amore è finita con un addio. Lui l’ha lasciata per un altro uomo, lei lo ammazza.

E’ un ritorno al massacro, in cui la narrazione si fonde con l’azione scenica e il bianco della purezza e dell’infermità si confonde con il nero della cronaca. Il rosso sta per il sangue. I
l vero racconto riguarda un momento, quello del forchettone che la donna pianta nel collo dell’amato, senza pietà alcuna: inizia così la lotta esasperata tra la vita e la morte, che si conclude con l’annientamento finale.

Crediti

2(Due) di Licia Lanera e Riccardo Spagnulo.

Con Licia Lanera. Luci e suono Riccardo Spagnulo.

Produzione Fibre Parallele. Anno 2008, prima rappresentazione 2 novembre 2008, Teatro Testori, Forlì, finale extra-segnali dalla nuova scena contemporanea, vincitore del primo premio Fringe/L’Altrofestival al 18° Festival Internazionale del Teatro di Lugano in Svizzera.

Sguardi critici

Matteo Brighenti

Paneacquaculture.net – 23 settembre 2015

“Nasce una tragedia fredda culminante in un agguato in cucina con mattanza ai danni dell’uomo. Parole rituali, horror caricaturale. Tra Copi e Almodòvar (e Societas?). Con copiosi rivoli di sangue da ampolle sospese. Con la protagonista brava perché imperturbabile.”

Rodolfo di Giammarco – Repubblica

“Licia Lanera in 2.(DUE) gioca con un glamour splatter, vaga in uno spazio bianco tra microfoni, strizzata in un abito tra l’infermiera e la star del burlesque. […] tragedia horror da B theatre con tanto di pioggia di sangue per la delizia della performer e dello spettatore intrigato.”

Nicola Viesti – Hystrio

“La scelta di un taglio estetico così aderente a un’idea di contemporaneo di eco nordeuropea, che ha trovato il suo apice/epicentro nella Romagna felix di qualche anno fa, viene sapientemente distorta da un lavoro di drammaturgia profondamente ironico, che attraverso l’iperesposizione di un dramma (umano, troppo umano) crea un’iperbole di senso, e rende un personaggio tanto bloccato allo stesso tempo struggente e ridicolo. Merito anche di Licia Lanera, attrice dalla straordinaria presenza scenica e dal piglio recitativo convincente e insolito.”

Graziano Graziani – Carta

“Degno di attenzione era anche 2. (Due), di Fibre Parallele, un feroce manifesto della ottusità che pervade la civiltà del terzo millennio, propria di una generazione educata affettivamente dalle soap opera; affetta da una violenza latente, pronta a deflagrare al primo incrinarsi di precari e fittizi equilibri. La drammaturgia è ben sostenuta da felici scelte registiche ed attorali: il tono espositivo, sospeso fra realismo lagnoso e distacco allucinato; l’efficacia di alcuni elementi simbolici, come lo stillare, amplificato, delle gocce di sangue; l’irrompere della disco music, fino all’annegamento finale della protagonista.”

Claudio Facchinelli – Sipario

“Davvero inquietante l’interpretazione di Licia Lanera […]. Questa nuova produzione di Fibre Parallele ha sapore deciso […] Vestita di bianco, fra decadenti suggestioni sonore, Licia Lanera affonda nel ricordo di una tragedia di cui, quasi una via crucis, ripercorre le stazioni, con misurata commozione e sottile stupore. […] E l’acqua limpida che si arrossa è verso il pubblico transfert da brividi.”

Italo Interesse – Quotidiano di Bari

“Una bravissima Lanera interpreta con potenza questa ‘disumana umanità’ che non può non colpire… Prendendo spunto da fatti di cronaca, rifacendosi a quel gusto del macabro dilagante che fa di una tragedia un perverso godimento del pubblico, siamo travolti – con sarcasmo ma senza scampo – dalla violenza.”

Vittoria Bellingeri – Krapp last post.it