Subscribe

Cum sociis natoque penatibus et magnis
[contact-form-7 404 "Not Found"]

Beatitudine

In vita, ricerchiamo la nostra beatitudine e alcune volte essa passa attraverso il sesso. Siamo disposti a correre rischi incalcolabili, a scambiare ogni cosa, a perdere tutto, pur di raggiungere quello stadio estatico che dura così poco, ma che riesce a nutrire il nostro corpo e il nostro animo di una felicità che moltiplica la nostra potenza e la nostra gioia di essere in vita.

La storia di una coppia che non riesce a generare e di una madre e un figlio indissolubilmente legati da una malattia. Un figlio dunque mai nato ma sempre presente sulla scena, e del rapporto con un figlio disabile. Un giovane che si lascia sedurre da una donna anziana. Questa è la storia di un unico essere umano in tutte le fasi della sua esistenza, dal primo passaggio nell’età adulta alla vecchiaia. Questa è una giostra della vita, spazio unico e nero in cui i personaggi si muovono, si incontrano, si amano, si odiano e si ammazzano. Questa è una storia in bilico tra reale e irreale, tra tangibile e immaginato, tra materia e pensiero.

Crediti

La beatitudine di Licia Lanera e Riccardo Spagnulo.

Drammaturgia Riccardo Spagnulo, regia Licia Lanera, assistente alla regia Ilaria Martinelli. Con Mino Decataldo, Danilo Giuva, Licia Lanera, Riccardo Spagnulo, Lucia Zotti. Luci Vincent Longuemare, spazio Licia Lanera, tecnico di palco Amedeo Russi, organizzazione Antonella Dipierro.

Produzione Fibre Parallele, coproduzione mibact, Festival delle Colline Torinesi, co&ma, Soc. Coop. Costing & Management, e con il sostegno di Consorzio Teatri di Bari – Nuovo Teatro Abeliano. Anno 2015, prima rappresentazione 30 maggio 2015 Festival Primavera dei Teatri, Castrovillari (CS), anteprima 8 giugno 2015: Festival delle Colline Torinesi, Torino (prima nazionale).

Sguardi critici

“Quasi impressionante. La musica siderale ed espansa degli islandesi Sigur Ròs, e una certa alienazione della cinematografia che va da Pasolini a Bellocchio, a Von Trier e Susanne Bier, determinano un forte mutamento genetico della compagnia pugliese Fibre Parallele, gruppo assurto a culto. […]La beatitudine mostra subito la vocazione del teorema, è un cerimoniale di attori che declinano identità ed età vere per calarsi in drammi sociali, forse anche personali, sempre inclini a una féerie che, reale o teatrale, distrugge, sfianca.”

Rodolfo di Giammarco – Repubblica

“La beatitudine è per Licia Lanera e Riccardo Spagnulo un forte tentativo di evolversi e mutare pelle, passando dai precedenti, grotteschi affreschi pugliesi a una vena quasi metafisica, giocata sui rapporti fra vita vera e finzione. Uno spettacolo con un inizio mozzafiato”

Renato Palazzi – Sole 24 Ore

 “E se la finzione è l’amore e il sesso, nella realtà ecco formarsi coppie diverse sotto lo sguardo impassibile del manichino figlio. Licia (la interpreta la bravissima Licia Lanera) tenta invano diversi accoppiamenti con il giovane paraplegico (Danilo Giuva); Riccardo (Riccardo Spagnulo, che bene rende il suo ondivago personaggio) si lascia catturare dalla comprensione e dalla sessualità morbida della madre del ragazzo (una sorprendente Lucia Zotti). In entrambi i casi è la donna a decidere il risvolto da dare alla storia, l’uomo subisce sempre le conseguenze di qualcosa rispetto al quale è del tutto impreparato.”

Maria Grazia Gregori – Delteatro.it

“Il sarcasmo scoppiettante e corrosivo che aveva contraddistinto le precedenti creazioni del gruppo pugliese si fa qui più maturo e consapevole, stemperandosi in uno spettacolo corale imbevuto di melanconia, specchio di una condizione umana sofferente e disillusa, sempre alla ricerca di consolazioni che potranno essere, solo e soltanto, effimere.”

Mario Bianchi – Krapp Last Post

“Continuano sui temi de Lo spendore dei supplizi le Fibre Parallele baresi con La beatitudine, cinque in nero su fondo rosso, una visione d’insieme folgorante aiutata da luci eccellenti su un testo, sprazzi di Altman e Inarritu, che cerca i colpo di coda poetico e filosofico.”

Tommaso Chimenti – Il Fatto Quotidiano

 “Maturità creativa e continua capacità di rinnovarsi. Con La beatitudine Fibre Parallele conferma la volontà di essere presente al suo tempo, con un lavoro di scrittura drammaturgica e registica che Riccardo Spagnulo e Licia Lanera, nucleo costitutivo dell’ensemble, calibrano alla perfezione, con raffinata precisione, senza rinunciare a quel legame imprescindibile con la propria terra, Bari, che è sempre presente nel tessuto narrativo e fonetico.”

Valentina De Simone – Che Teatro Fa